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Fowa Photo Tour 2015

Moncalieri. Le 6 del mattino. Inizia appena ad albeggiare. L'inconfondibile sagoma aguzza e puntuta del Monviso, ancora ammantata di neve si staglia a ovest all'orizzonte. Siamo letteralmente in Piemonte... ai piedi del monte.
Di fronte al gigantesco e futuristico building di Fowa due furgoni e un'auto sono pronti per la partenza. Il Fowa Photo Tour 2015 ha inizio con la prima data, Palermo.

Moncalieri. Le 6 del mattino. Inizia appena ad albeggiare. L'inconfondibile sagoma aguzza e puntuta del Monviso, ancora ammantata di neve si staglia a ovest all'orizzonte. Siamo letteralmente in Piemonte... ai piedi del monte.
 


Di fronte al gigantesco e futuristico building di Fowa due furgoni e un'auto sono pronti per la partenza. Il Fowa Photo Tour 2015 ha inizio con la prima data, Palermo.
C'è giusto solo da attraversare mezza Italia e mezzo Mar Tirreno.
 

In un mondo di social, di cloud e di virtualizzazione, un tour fotografico ha comunque bisogno di tonnellate di prodotti per avviarsi.
Quasi mille chilometri per imbarcarsi sul traghetto a Napoli, e 12 ore buone per giungere in vista di Palermo. Non è proprio lo sbarco dei Mille - siamo solo in sei - ma l'organizzazione è proprio da sbarco, in Normandia...

Per chi ancora non lo sapesse bene, chi è Fowa?
Fowa è l'acronimo di Foto Ottica Winkler Aldo. La storia inizia negli anni cinquanta. Aldo Winkler insieme alla moglie Helga fonda l'azienda Fotoexacta e inizia così a distribuire prodotti fotografici in Italia. La Fowa nel frattempo cresce e acquisisce brand fotografici di importanza sempre più rilevanti come: Hasselblad, Contax, Zeiss, solo per citarne alcuni ma anche brand più popolari come Yashica che ha permesso, grazie al favorevolissimo rapporto qualità/prezzo di iniziare decine di migliaia di appassionati alla fotografia. Siamo negli anni ’90, l’azienda è solida, competente, professionale con un grande rispetto sia per la rete distributiva che per i clienti finali, grazie al laboratorio di assistenza tecnica interna, la LTR, il fiore all'occhiello del servizio di post vendita.
I tempi sono cambiati e Fowa li ha sempre anticipati: siamo arrivati alla fase Fowa 3.0, con la recente distribuzione di marchi "futuristici", come Lytro Illum, piuttosto che le stampanti 3D.
 

Mercoledì 8 aprile

I marchi sono decine e di ciascuno viene preparato il campionario completo, due furgoni carichi all'inverosimile e una Honda Civic Tourer apripista entrano in autostrada nel prospiciente casello di Vadò. Sono le 7 in punto del mattino, bisogna raggiungere Napoli entro le 18 per imbarcarsi sul traghetto per Palermo, prima tappa del Fowa Photo Tour.
Velocità massima di crociera intorno ai 100 chilometri orari, i furgoni sono carichi di prodotti fotografici, attrezzatura stampa e materiale d’allestimento. I chilometri sono 830, il navigatore stima poco più di dieci ore di viaggio, ma certo non andando a una media di 100 all’ora.

La carovana percorre una buona parte dell’Italia, con le dovute e necessarie soste. Sono già passate le 18.00 quando la "colonna" parcheggia davanti agli uffici delle Grandi Navi Veloci a Napoli per le formalità del carico. Non c’è turismo in questo periodo, e in pochi minuti auto e furgoni vengono inghiottiti nel ventre del traghetto e gli equipaggi possono finalmente rilassarsi salendo di ponte in ponte per arrivare su quello più alto da cui contemplare il Golfo di Napoli, chiuso dall’inconfondibile sagoma del Vesuvio.

Gli equipaggi: certo, per un tour di questa portata non basta riempire due furgoni di attrezzature, ci vogliono gli uomini, ci vogliono innanzitutto gli uomini, quelli che da questo momento si chiameranno M.I.R. (Men In Red) visto che tutti indossano una felpa rossa griffata Fowa e polo Napapijiri.

C’è innanzitutto Marco Cappati, il Comandante Nobile della spedizione, che nonostante abbia solo 25 anni è il Marketing & Communication Manager di Fowa. Sì, la Fowa è in continua evoluzione, e se negli anni 70 o 80 erano uomini dai capelli d’argento a guidare saggiamente l’azienda, oggi la maggior parte delle persone sono giovani. È infatti partito da poco tempo il progetto Fowa 3.0: una rivoluzione rispetto al passato, sia per quanto riguarda i marchi rappresentati, sia per una raffinata serie di servizi stampa di cui si parlerà più avanti. Progetti che hanno la necessità di un team di giovani e giovanissimi, perché la sfida del digital imaging del terzo millennio passa proprio da loro.

C’è anche il mitico "Clod", all’anagrafe Claudio Pelanti, che ha lavorato in Fowa per tutta la vita, facendosi le ossa prima in LTR, per poi diventare product manager dei più importanti e storici brand della fotografia e crescere insieme a diversi dei celeberrimi marchi rappresentati da Fowa stessa. Claudio lo scorso 31 dicembre è andato in pensione ma naturalmente è ritornato subito ai posti di combattimento quando Donato Linzalata, General Manager gli ha proposto di partecipare a questo Tour.
 

In un Tour servono anche tecnici ultra qualificati, ed ecco Andrea Viano che dopo più di 25 anni di lavoro in LTR ha accettato la sfida di passare dall’assistenza al contatto con il pubblico, oggi come non mai da un lato molto preparato tecnicamente, dall’altro con la necessità di capire in modo sempre più approfondito i sistemi fotografici sempre più complessi che stanno costellando l’evoluzione del digital imaging.

La squadra non è ancora completa c’è anche a supporto del tour il Taurinorum Team nella fattispecie Ludovico De Maistre e Paolo Rignon - due dei tre soci. Nuovamente due giovanissimi, pieni di entusiasmo ma anche di una resistenza fisica assoluta, visto che hanno iniziato a farsi notare intraprendendo viaggi nei posti più disparati e incerti del pianeta a bordo di un Ape Piaggio.

Il sole è calato il traghetto fuori dal porto e i Men In Red si concedono finalmente una cena, poi tutti nelle proprie cabine.
 

Giovedì 9 aprile

Sono da poco passate le 6 del mattino, il sole non si è ancora levato mentre una luna ormai calante ancora alta nel cielo punta verso le montagne di Palermo che è ormai a poche miglia di distanza.
La colonna sbarca e raggiunge l’albergo per poi dirigersi verso la location della prima tappa.
Quella di Palermo è una location principesca, sembra di trovarsi nel romanzo de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: si tratta di Villa Martorana Genuardi, un tipico esempio di "baglio" dell’agro palermitano, una costruzione cinquecentesca di tipo agricolo con caratteristiche difensive.

I furgoni entrano a malapena dal portone d’ingresso e iniziano a scaricare: occorrerà l’intera giornata e tutta la mattinata del giorno successivo per posizionare con precisa attenzione tutti i materiali.
I prodotti vengono disposti lungo le immense terrazze che circondano la villa e che da tempo sono state coperte e trasformate in giardini d’inverno; in una location così suggestiva anche i prodotti si ritrovano nella loro luce migliore. Non c’è il tempo neppure un panino, si fa sera e ci si ritrova “stanchi ma felici” in un ristorante tipico di Palermo suggerito da uno dei Fowa Ambassador del Pentax Photography Team, Aldo Belvedere, palermitano naturalmente che della sua città e della sua isola conosce ogni sasso, capitello, scoglio.
I piatti sono in apparenza semplici ma di una bontà assoluta, fatta anche dei contrasti tra i vari ingredienti, come l’insalata di arance con aringhe innaffiata da autentico olio siciliano, giusto per fare solo un esempio. È il momento di tornare in albergo a concedersi qualche ora di sonno: il venerdì è alle porte.



 
Venerdì 10 aprile

Un’altra sveglia antelucana intorno alle sei del mattino: alle otto bisogna già essere a Villa Martorana per terminare gli allestimenti. Poco prima di mezzogiorno arrivano le modelle: i Man In Red già in ascetica astinenza dalla partenza da Torino le accolgono cavallerescamente ma con gli occhi ben spalancati nel cortile delle carrozze di Villa Martorana.
A dare man forte altre persone di Fowa, diversi agenti del centro e sud Italia e in questo modo tutto è pronto e funzionante per l’ora X, le 14.00, quando i primi degli oltre duecento ospiti che si sono preiscritti alla tappa di Palermo del Photo Tour 2015, entrano in Villla e cominciano a muoversi intorno alle isole dei vari brand esposti.
Nonostante sia venerdì e primo pomeriggio i Men In Red sono letteralmente presi d’assalto: professionisti, appassionati, cento, mille domande, gli obiettivi Zeiss, Samyang e Panasonic vengono passati di mano in mano per essere provati: tutti hanno con sè la propria fotocamera e potranno così portare a casa sulle schede di memoria gli scatti effettuati per valutare poi la valenza di questa o quest’altra ottica.

La zona Panasonic, presidiata dal mitico Gabriele Lucherrini non è da meno: si provano fotocamere e videocamere e i risultati vengono immediatamente visualizzati semplicemente inserendo la scheda di memoria in un TV Panasonic 4K da 65 pollici.
 

A lato di Panasonic troviamo Samyang Lens azienda coreana specializzata nella produzione di ottiche sia per impieghi cinematografici, quindi con diaframma libero, che fotografici, produce esclusivamente focali fisse rigorosamente manual focus, ideali sia per l’uso nel video che in molte discipline fotografiche. Il rapporto qualità/prezzo è eccezionale.
 

E poi, si fa per dire, poco più in là c’è Zeiss. Fondata a Jena nel 1846 da Carl Zeiss, Zeiss è la madre di quasi tutti i più importanti schemi ottici che hanno fatto la storia della fotografia, e molti schemi ottici sono ancora oggi alla base dei progetti degli obiettivi dei più importanti brand fotografici. La produzione ottica attuale di Zeiss si distingue tra ottiche per la cinematografia e il video professionale e ottiche fotografiche con innesti dedicati ai più importanti marchi. Focali fisse e rigorosamente manual focus - ad eccezione degli obiettivi Touit, con sistema AF, progettati per le fotocamere Sony e FujiX - oggi Zeiss propone anche obiettivi fotografici che possono trasformarsi in obiettivi cinematografici grazie a un ingegnoso sistema che con la semplice rotazione di una vite posta sotto la baionetta, libera la ghiera dei diaframmi rendendola senza soluzione di continuità, feature necessaria per qualsiasi obiettivo dedicato alle applicazioni cinematografiche e video professionali. Si tratta dei Loxia, appositamente progettati per le fotocamere Sony, che dispongono della funzione DeClick per la regolazione in continuo del diaframma.
 

E cosa dire di Lytro Illum, questa incredibile fotocamera che permette di effettuare la messa a fuoco e perfino la chiusura del diaframma lavorando facilmente sul file ottenuto attraverso un software proprietario in postproduzione. Le persone davvero non si capacitano di come sia possibile che passando semplicemente la freccia del mouse su questo o quest’altro punto dell’immagine il fuoco cambi istantaneamente, passando da pochi centimetri all’infinito e che la profondità di campo si annulli o si manifesti cambiando virtualmente l’apertura del diaframma.
 

Non poteva ovviamente mancare la super isola Pentax dove si nota subito la nuova a tanto attesa ammiraglia del medio formato, la Pentax 645Z, CMOS ad alta sensibilità senza filtro anti-alias da 53 megapixel totali spalmati su un sensore da 44x33mm, un vero mostro, il cui unico difetto è che ci vuole più tempo a pulirlo, quando necessario, visto che è grande come il pavimento di un’anticamera! Naturalmente rimane la piena compatibilità con tutti gli obiettivi Pentax medio formato a cominciare dai primi prodotti nel 1984, con la presentazione del primo modello, allora a pellicola e naturalmente manual focus.
Non tutti sanno che nel 2019 Pentax compirà la bellezza di cento anni durante i quali ha presentato alcune delle fotocamere più rivoluzionarie dell’intera storia della fotografia, e ancora forse non tutti sanno che la maggior parte delle reflex e degli obiettivi attualmente in produzione sono weatherproof, ovvero in grado di resistere sia a una pioggia monsonica che addirittura al colpo di coda di un’onda in riva al mare, e ancora che le reflex digitali dei modelli in produzione sono pienamente compatibili a loro volta con tutti gli obiettivi Pentax con attacco K, prodotti a partire dal 1975.
 

Fowa 3.0 significa anche molto altro, a cominciare da Print House, un mix di attrezzature e di servizi per stampare non solo in 2D, ma anche in 3D, fino ad arrivare a qualcosa che pur toccandolo con mano ha ancora qualcosa di fantascientifico, il Like-Me©: un sistema che ha dell’incredibile attraverso il quale è possibile ottenere un’immagine tridimensionale, stampata e colorata attraverso materiali plastici della propria persona, dalla testa ai piedi. L’acquisizione delle 80 e più immagini fotografiche necessarie alla realizzazione della "statua" attraverso l’utilizzo di un’attrezzatura composta da fotocamere Nikon e il relativo software per il montaggio sono stati ingegnerizzati direttamente dal gruppo Fowa/Nital. Il tutto recandosi comodamente presso un punto vendita Print House.

 

Fowa 3.0 e il Fowa Photo Tour 2015 sono questo e molto altro ancora.
Ancora 9 date: affrettatevi!


 

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