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It's Stealthastic!

Kuanti kappa hai? 4k, 5k, 6k, 8k e chi più ne ha più ne metta!! Siamo nell’era dei kappa, è una gara a chi ne ha di più, a chi te ne offre di più al prezzo migliore… ma siamo sicuri che sia proprio quello che cerchiamo per migliorare la qualità dei nostri video?

 

 

 

Per quanto aumentare la risoluzione (~ il numero di pixel che compongono il sensore) con cui campioniamo un’immagine per digitalizzarla possa aumentarne sostanzialmente la qualità, ci sono diversi motivi per cui vale la pena fermarsi un attimo a ragionare prima di decidere di filmare tutto il prossimo progetto a 4K. Questo video riassume molto bene i motivi che vale la pena analizzare prima di trovarsi con il quadruplo del footage e con il computer che frigge durante la postproduzione.

Un aspetto meno considerato, o semplicemente meno pubblicizzato è la profondità di colore. La profondità di colore è il numero di colori che un sensore è in grado di rappresentare ed è un vero peccato che la battaglia tra i vari produttori di macchine mid tier su questo aspetto non sia spinta come la corsa ai kappa. È un peccato perché il cambio di qualità che si ottiene passando dai classici 8bit a 10 e più bit è davvero significativo. Questi due link analizzano meglio la questione da un punto di vista tecnico (Profondita colore, 8 bit vs 10 bit), ma è sufficiente dire che con un sensore a tre canali RGB, passare da 8 a 10 bit significa passare da ~16 milioni (2^8 * 2^8 * 2^8) di colori a ~1 miliardo (2^10 * 2^10 * 2^10) di colori!! In certi casi il cambiamento non è cosi evidente, ma per immagini “monocolore” (un cielo blu, uno sfondo colorato, ecc.) o immagini con profondità di campo molto ridotta l’upgrade è incredibile e l’aumento della profondità di colore si traduce in immagini più ricche e tridimensionali che assomigliano di più alle immagini cinematografiche a cui siamo abituati, piuttosto che a blocchi di pixel tutti uguali.
Per la realizzazione del video Stealth per Level Gloves ci siamo scontrati con questo aspetto. Stealth come il famoso aereo militare invisibili ai radar. Level Gloves ha realizzato una moffola chiamata appunto Stealth, che, oltre ad avere un design con tagli triangolari e forme simili al velivolo, ha un guanto interno “invisibile”.

Ispirati dal tema Stealth, costruiamo un set pieno di volumi colorati posizionati su una pedana rotante che vanno a nascondere e rivelare il guanto, e ci mettiamo a girare il video nello studio Visual Working. Il nostro studio è un po’ limitato, ma le dimensioni ridotte e la mancanza di luci da studio sono ostacoli che si possono sempre superare con il giusto spirito di adattamento e dopo una giornata passata tra cambio lenti, mix di luci e svariate inquadrature siamo pronti per montare. Riguardando il materiale girato ci accorgiamo che il vero problema è l’alta compressione e la limitata profondità di colore data dal codec 8bit della Sony FS700.

Per superare questo ostacolo decidiamo di filmare i product shots che ci servono in formato RAW con una Canon 5dm3 installando il firmware Magic Lantern. Siamo cosi passati da 8bit compressi a 14 bit RAW. Oltre a questo upgrade abbiamo girato nello studio di Fowa e abbiamo utilizzato il set di ottiche Xeen (24mm, 50mm e 85mm) e il Samyang 100mm macro: valore aggiunto enorme, sia per la qualità di immagine con profondità di campo limitata sia per la possibilità di realizzare dei cambi di fuoco molto precisi grazie alla ghiera che ha un escursione ampia e uno scorrimento fluido e controllato. Per finire abbiamo utilizzato delle luci fresnel Arri 650 ed un Kino Flo 4x120. I fari fresnel ci hanno permesso di controllare molto bene la proiezione delle ombre ed in generale di illuminare in modo più incisivo rispetto ai pannelli LED che avevamo a disposizione nel nostro studio. Il Kino Flo invece è stato usato principalmente dall’alto come “fill light”, per dare una schiarita generale a tutta la scena. Tutti questi aspetti hanno contribuito a migliorare la qualità dell’immagine e non ci permettono di fare un confronto obiettivo e tecnico tra le immagini a 8 bit e quelle a 14 bit. Ma non era questo l’obiettivo! Siamo felici del risultato ottenuto e le immagini hanno la tridimensionalità che cercavamo!

Un reminder per la prossima volta in studio? Noleggiare delle bandiere di panno nero per non trovarsi all’ultimo minuto a dover schermare la luce con pezzi di cartone ondulato e carta da pacchi che danno un tono caldo a tutta la luce riflessa. Nel frattempo, missione compiuta e lezione imparata! Speriamo che gli 8 bit tra un anno siano solo un brutto ricordo!

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