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I 100 e 1 modi di utilizzare un Samyang 12mm

Vedere il mondo attraverso un nuovo obiettivo di una macchina fotografica è sempre un'emozione inaspettata. In funzione del tipo di lente, ci si deve adattare a viste più o meno ampie, a tagli inaspettati, a risultati sorprendenti. Come ben diceva Roland Barthes nel suo bellissimo saggio "Camera Chiara", la fotografia è un gioco a tre: il fotografo, il soggetto e lo spettatore, cioè colui che leggerà la foto.

Samyang 12mm

 

 

Ogni obiettivo indaga in maniera diversa il soggetto. Un teleobiettivo entra nell'anima, ne legge le sfumature, coglie i dettagli di un'espressione, di un sentimento fugace e lo fissa nella fotografia.
Un grandangolo invece è più sociale, è più racconto di situazioni complesse, quasi come fossero un quadro del Bruegel, che con vista a occhio d'uccello rappresenta, con un solo gesto, l'umanità intera di un villaggio intenta a svolgere le proprie mansioni quotidiane.
I soggetti umani sono a volte ignari dell'essere fotografati, ed allora sono naturali, spontanei e più efficaci dal puntosi vista dell'effetto della fotografia. Quando invece si rendono conto di essere di fronte ad un obiettivo diventano "self-conscious", si irrigidiscono, le pose diventano contratte e l'effetto è molto artificioso.
Il fotografo deve decidere allora l'approccio al soggetto. Questo impone la scelta della lente, del momento dello scatto e della composizione dell'immagine.
In teoria potrebbe anche non essere la persona che fisicamente preme il pulsante di scatto. Come il regista di un film o di un'opera teatrale, il fotografo organizza la scena in tutti i suoi aspetti (luci, attori, scenografia) e poi dà le istruzioni per il "taglio" da dare alla ripresa.
Come in Mr. Gwyn di Baricco, un soggetto può essere analizzato in molti modi, con media diversi, ma quello che li accumuna tutti è la decisione di cercare di esporre degli elementi del soggetto che finora erano stati taciuti, o nascosti, o semplicemente non visti nella pletora di informazioni visive che ci bombardano ogni giorno.
Lo spettatore, quello che guarderà la fotografia, deve essere messo in condizione di cogliere questi aspetti nascosti, per interpretarli in funzione della propria capacità, esperienza, cultura. Quindi in realtà ogni foto è letta in maniera diversa, e l'intenzione del fotografo spesso disattesa dalla lettura alternativa dello spettatore. Cosa resta allora a chi fotografa? Rimane la possibilità di scegliere il soggetto e di sceglierne gli elementi da svelare. L'interpretazione degli elementi stessi gli sfuggirà.

Quando ho chiesto a Fowa, importatore di Samyang, di provare il loro 12mm ero curioso soprattutto di capire come potevo usare questo grandangolo.

Per me fotografare significa creare dei progetti, delle sequenze fotografiche che in qualche maniera narrano di situazioni, eventi, persone. Il tutto con un taglio "architettonico", visto la mia professione e quello che insegno.
Mi sono quindi proposto di testare l'obiettivo in campi diversi, per scoprirne i vantaggi e i limiti.

 

Architettura Urbana



Con questa lente la città si apre come d'incanto a viste audaci, prospettive fortemente dinamiche, edifici che si lasciano catturare completamente sia pur estremamente vicini.
Gli spazi urbani si dilatano ma nel limite del campo visivo umano, quindi in maniera sempre naturale. Utilizzando il cavalletto e tempi lunghi le persone diventano invisibili, la città sembra svuotarsi, trasformandosi in un nuovo mondo post_apocalittico, come se l'architettura si fosse sbarazzata della gente per appropriarsi di tutto. Solo le luci dei lampioni, dei semafori e delle auto testimoniano di una realtà diversa, più umana. Questo obiettivo è facile e potente. Facile da usare, potente nella certezza della risposta, entusiasmante nella secchezza delle immagini e nella loro nitidezza. Se si chiamasse Leitz o Zeiss sarebbe osannato dalla critica...

 

Edifici Abbandonati



Gli edifici abbandonati invece rilevano tutta la loro potenza narrativa, si spogliano di ogni reticenza e la grande luminosità della lente permette foto senza cavalletto  e senza spingere troppo sugli ISO, anche in presenza di poca luce, il che invece aiuta a definire i contrasti e quindi l'effetto drammatico dei luoghi, in questo caso una vecchia prigione abbandonata.
L'obiettivo Samyang 12mm rende tutto possibile. La grande apertura massima, f2, unite ad una scala distanze che passa da 1 metro all'infinito in maniera subitanea, permette di dimenticarsi della profondità di campo (a meno che si cerchino effetti particolari) e concentrarsi sulla foto stessa.
Montato sulla mia Fuji XE-1 il campo visivo è quasi di 100 gradi, e la "spinta" delle linee diagonali delle foto architettoniche è molto dinamica e di grande effetto.
La qualità ottica delle lenti ènotevole, al punto che in foto notturne con lunga esposizione si riescono a raccogliere nuances di colori e dettagli superlativi.

 

Street Photography


Sono abbastanza schivo come fotografo ma la facilità d'uso dell'obiettivo e la ridotta dimensione della Fuji mi hanno permesso di affrontare la street photography (in un mercatino dell'usato e alla Malpensa) in maniera naturale e senza alcuna reazione da parte della gente. La macchina fotografica così coglie atteggiamenti, abitudini e vezzi che sfuggono all'occhio nudo. Sembra di scoprire un nuovo universo fatto di persone sconosciute eppure vicine, anche se solo per l'attimo fuggente di uno scatto. Il soggetto non sa di esserlo, e se lo scopre per caso ormai lo scatto è fatto. Sempre Barthes diceva che la foto è una forma di rappresentazione di un momento passato che non tornerà mai più.



In questo senso le foto di persone permettono di sognare sulla loro personalità, sul loro passato e sul loro futuro (il presente è il momento dello scatto). Lo spettatore che guarda la foto però vede tutto al passato, specie il momento della foto stessa. E' come la teoria della fotografia, che chiede elementi sia in primo piano che sullo sfondo, oltre che al soggetto, per permettere allo sguardo di correre avanti e indietro e rendere l'immagine dinamica. Così la street photography permette di andare avanti ed indietro nella vita delle persone, interrogandosi sul destino di quella o quelle persone, protetti dalla intermediazione dell'immagine.

 

Mestieri

 

 

La possibilità del 12mm di avvicinarmi al soggetto della foto, fino a quasi un metro senza perdere dettagli in primo piano e sullo sfondo, mi ha anche permesso di riprendere un tema a me caro, quello dei mestieri.
Lo studio di un dentista, di per sé di spazio ridotto perché limitato alla poltrona del paziente e al dentista/assistente, è stato invece di facile interpretazione grazie al grande campo visivo e alla luminosità del Samyang. Senza intralciare il lavoro eppure restando assolutamente vicino, l'arte, il mestiere quotidiano esce in tutta la sua spontaneità, tutto il suo candore. I colori sono sempre naturali, le ombre e le luci nette, i dettagli nitidi. Poter lavorare senza cavalletto e senza spingere sugli ISO è il vantaggio di un obiettivo così veloce, che permette di reagire ad intuizioni improvvise legate ad un momento transitorio, ad un gesto imprevisto eppure significativo, di fronte al quale il fotografo non ha il tempo di impostare la macchina.  E' una sorta di neorealismo, forse meno legato all'universo che tribula per sopravvivere ma pur sempre manifestazione del quotidiano, della necessità di lavorare per vivere, della moltitudine di lavori che tutti insieme creano il nostro mondo così come lo conosciamo.

 

Deriva Urbana



Alla fine non ho quasi più cambiato obiettivo sulla mia Fuji. La sorpresa di questa lente magnifica mi ha portato a lasciarmi trasportare per la città in compagnia della macchina e del 12mm cercando di coglierne gli aspetti transitori e interessanti.
Così una passeggiata nella città vecchia di Bergamo al tramonto diventa la scusa per fissarne gli edifici storici e gli spazi antichi, quando le luci e le ombre danno il meglio di sé in maniera improvvisa e fugace. Coglierne lo spirito, l'anima del momento è una sfida eccitante, come eccitante è fotografare quando si è ispirati. Questo Samyang aiuta molto in questo senso, togliendo l'ansia delle regolazioni e regalando foto nitide e perfette.

 

 
Oliviero Godi
www.flickr.com/photos/oliviero_godi
 
Bibliografia
Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, traduzione di R. Guidieri, Einaudi,
pp. 130, ISBN 88-06-16497-X
 
Alessandro Baricco, Mr Gwyn, I Narratori, Feltrinelli, 2011, pp. 160, ISBN 978-88-07-01862-6.
 
Heidegger, Martin; trans. David Farrell Krell (2008). "The Origin of the Work of Art".
Martin Heidegger: The Basic Writings. New York: HarperCollins
 
Walter Benjamin: ”The Work of Art in the Age of Mechanical Reproduction", Illuminations.

 

 

 

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