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Zaino, borse e fondina Reflextion by Case Logic

In un corredo fotografico la borsa, lo zaino piuttosto che il monospalla con cui portare l’attrezzatura riverse un ruolo di importanza primaria. Se lo shooting dura ore, bisogna calcolare il peso e la stanchezza che può produrre il contenitore fotografico da un lato, la comodità di accesso all’attrezzatura fotografica e non ultimo la protezione che il contenitore deve garantire all’attrezzatura fotografica.

 

Case Logic, un’azienda californiana nata nel 1984, che per anni ha prodotto di fatto solo due prodotti, per la precisione dei box per trasportare le audiocassette, quando sulle automobili esistevano solo i lettori di audiocassette e i CD non erano ancora stati inventati, da tempo è diventata leader mondiale sia nella produzione di borse per computer e tablet che per fotocamere.
Case Logic è stata di recente acquisita dal brand svedese Thule, leader mondiale in sistemi di trasporto da tetto per autovetture e non solo.
Le borse Case Logic hanno innanzitutto una garanzia di 25 anni, il che fa presumere che i materiali utilizzati e il processo di produzione oltre che i controlli qualità siano ai massimi livelli.
Qui oggi vi voglio parlare della linea Reflextion, una delle diverse linee di contenitori fotografici del catalogo Case Logic.
La linea Reflextion si articola su quattro prodotti, uno zaino, due borse a tracolla e un fondina.
Ad accomunare i quattro prodotti è un classico quanto inconsueto sistema applicato a una borsa o uno zaino fotografico: una zip corre lungo tutta l’apertura che corre sulla parte superiore della borsa. Non c’è quindi il classico flap di chiusura tipico delle borse fotografiche, ma il contenuto è immediatamente accessibile aprendo la zip superiore; è il sistema di apertura di alcune cartelle ma soprattutto delle borse da medico: una volta aperta la zip un soffietto estensibile si dilata scostando i lembi superiori, armati con acciaio armonico, della borsa e permettendo così di accedere immediatamente il contenuto senza il fastidio della patella che ogni vola deve essere ribaltata. Un sistema davvero comodo, con cerniera in grado di scorrere in entrambi i sensi, che mette al sicuro l’attrezzatura oltre che dalla pioggia e dalla polvere anche da eventuali fuoriuscite di materiale, nel caso la borsa dovesse scivolare a terra e magari rotolare lungo un fianco scosceso.
 

E’ possibile bloccare i due ganci della zip con un piccolo lucchetto opzionale; io comunque ho sempre problemi a spostarmi con borse fotografiche e non prive di zip: se da un lato permettono di accedere immediatamente al contenuto, il materiale è a rischio sia per la pioggia e la polvere che soprattutto per eventuali furti con destrezza; la zip principale, anche senza lucchetto, si apre comunque in modo rumoroso permettendo di accorgersene. Le borse fotografiche dell’ultima generazione di norma non si limitano a ospitare l’attrezzatura fotografica, ma anche effetti personali; tutti i modelli Reflextion hanno intanto e innanzitutto du tasche esterne realizzate con un tessuto elasticizzato che permette di poter stivare anche oggetti sovradimensionati rispetto alla tasca: io una la uso innanzitutto per poter stivare una bottiglietta d’acqua da 50cl, o addirittura una per parte,a a seconda delle situazioni, con la certezza matematica che se la o le bottigliette dovessero perdere acqua questa scolerebbe al di fuori della borsa, visto che le tasche sono effettivamente al di fuori della borsa. Non so se vi è mai capitato di guardare l’interno di una borsa di una donna nella quale la bottiglietta d’acqua si è in qualche modo aperto allagando lo smartphone, i telecomandi, le chiavi elettroniche dell’auto, oltre ai restanti centoquindicimila oggetti di norma stivati: non è un bello spettacolo, e se all’interno ci fosse o ci fosse stata anche una fotocamera…!

Anche le Reflextion hanno un flap che parte dal lato superiore della borsa e cela innanzitutto una piccola tasca a zip dove possono trovare posto le chiavi dell’auto piuttosto che un filtro fotografico, rullini, un’esposimetro esterno o comandi a distanza, quindi quegli accessori di uso frequente. il flap è fissato alla borsa con due automatici e qui i progettisti hanno avuto un’idea semplice quanto efficace, i bottoni inferiori non sono cuciti direttamente su corpo della borsa ma su due fettucce leggermente discostate dal corpo della borsa, così che sia possibile infilarci dentro un dito e agevolare la chiusura degli automatici senza premere con forza rischiando magari di danneggiare qualcosa contenuto in una seconda tasca esterna, più capace, sempre nascosta dal flap. Questa tasca, più o meno grande a seconda del modello Reflextion, ha tre scomparti non molto spessi dove poter stivare nuovamente filtri, piuttosto che schede di memoria, biglietti aerei e comunque oggetti poco spessi, tutto questo senza accedere al vano principale della borsa. Il flap con la sua chiusura molto salda a mezzo automatici premette anche di trasportare un monopiede o un treppiedi molto compatto e leggero, in questo caso infilando all’interno del flap solo una delle tre gambe. Il fondo della borsa è realizzato con un materiale impermeabile e dotato di un forte grip, così a evitare che la borsa scivoli, per esempio quando appoggiata a un tavolo, e al contempo le permette di essere appoggiata anche su terreno umido e bagnato senza che l’umidità risalga per capillarità l’interno della borsa inumidendone il contenuto.

Tornando al vano principale diciamo subito che il materiale di cui è composta la serie Reflextion è una cordura rigida e morbida la tempo stesso, questo, unito alla zip modulare superiore, permette anche di stivare oggetti che vanno leggermente oltre la cubatura prevista dalla borsa.

Le Reflextion non dispongono di rain cover, ma come abbiamo detto il materiale è impermeabile, certo, il rain cover assicura indubbiamente una protezione a monte in più ma sempre con la scomodità che quando lo si fa indossare alla propria borsa il contenuto ovviamente non è accessibile.
 


Lo scomparto principale la prima cosa che balza all’occhio è una tasca che corre lungo tutta la parte superiore della borsa, chiusa da uno zip, dove poter stivare oggetti e accessori importanti quanto di prima necessità, a cominciare dalle schede di memoria, che possono essere custodite come detto nella tasca esterna ma qui sono al per certo più al sicuro, e altri 49 oggetti necessari da avere sempre a portata di mano, soprattutto oggetti piccoli, come schede di memoria, livelle a bolla, piccoli tappi fotografici, così da evitare di “buttarli” sul fondo della borsa rendendone complesso tanto il recupero che il controlla della loro presenza. L’interno della borsa è foderato con un materiale liscio grigio chiaro che agevola le ricerche di materiale nella borsa stessa quando c’è poca luce. La protezione e la divisione dell’attrezzatura fotografica è affidata a una soluzione decisamente innovativa, ovvero un secondo contenitore in materiale antiurto, che può essere chiuso nella parte superiore con una serie di lacci a strangolo e che può ospitare, a seconda del modello, una fotocamera armata con obiettivo e un secondo obiettivo in un vano tubolare laterale; a questo punto tra il contenitore e il resto della borsa rimane spazio per altri accessori e eventualmente obiettivi;

il divisorio principale è riposizionabile a mezzo velcro per adattarsi sia alle DSRL professionali che alle mirrorless; il contenitore della borsa grande, identico a quello dello zaino arriva comunque a ospitare “bestiacce” come la Pentax 654Z naturalmente con obiettivo innestato; due manici laterali trasformano il contenitore, una volta estratto dalla borsa o dallo zaino in una sorta di borse che, grazie al fatto che può essere chiusa con il laccio a strangolo, diventa di fatto una vera e propria borsa, anche se può essere trasportata solo a mano.Il grosso vantaggio è che il contenitore di protezione può essere estratto istantaneamente dalla borsa trasformandola in una borsa generica, dove stivare altri oggetti, non ultimo il materiale che di norma si ha con sé quando si va in ufficio. Ad esclusione della fondina, gli altri modelli dispongono di una specifica tasca per iPad che nel modello a tracolla grande può essere utilizzata per trasportare un netbook, utile sia per chi si reca in ufficio che per un fotografo, per poter fare backup immediati delle foto scattate ed eventualmente postarle sul cloud. !Le due borse a tracolla hanno una tracolla che non può essere sganciata, per maggiore sicurezza, realizzata con lo stesso materiale delle cinture di sicurezza, di fondamentale importanza il fatto che la lunghezza può essere regolata su entrambi i lati, questo significa che l’inserto a spallaccio con grip antiscivolo non viene mai in contatto con le fibbie di allungamento della tracolla così da rimanere perfettamente bilanciato al centro; gli attacchi della tracolla sulla borsa sono orientati di 45 gradi così da poter adattare meglio la forma della borsa al fianco del fotografo sia quando la borsa viene portata a tracolla che a spalla. Un’altra fattore che accomuna tutti e quattro i modelli, soprattutto se scelti nel colore kaki, sta nel fatto che sia lo zaino che le borse tutto sembrano tranne che borse o zaini fotografici, e per un fotografo l’anonimato deve sempre essere un fattore da tenere presente.

Lo zaino Reflextion misura 31 x 20 x 47 cm e pesa a vuoto 1,22kg. ha una parte superiore che si apre con cerniera a lampo a borsa da medico; questa parte è attrezzata solo con una tasca e permette di stivare liberamente gli effetti personali, piuttosto che una reflex con ottica già innestata; ha due tasche laterali elasticizzate adatte a contenere bottiglie dell’acqua piuttosto che un treppiedi grazie a un particolare aggancio superiore. Il vano inferiore ha innanzitutto una tasca esterna chiusa con cerniera e scomparti vari; aprendo la zip che corre sui tre lati si accede al vano inferiore che incorpora un contenitore rimovibile con separatori in velcro riposizionabili; dispone anche di una tasca integrata per il tablet. Il contenitore rimovibile dispone di una chiusura superiore elasticizzata e di due maniglie per togliere più facilmente il contenitore. La parte posteriore è in un materiale traspirante per un miglior confort quando indossato in una giornata afosa così come gli spallacci, naturalmente regolabili.


La borsa a tracolla media Reflextion misura 36x16x29,5 cm e pesa 1,08 kg. L’apertura principale è con chiusura a lampo con estensori che permettono alla parte superiore di aprirsi completamente per un’accesso più ergonomico al contenuto. Anche la borsa dispone di un contenitore rimovibile con separatori in velcro riposizionabili e maniglie; il contenitore ha le stesse misure di quello inserito nello zaino. Una tasca con zip lungo tutta la parte interna superiore della borsa permette di riporre piccoli accessori in grande quantità e di averli sempre a portata di mano, evitando di custodirli sul fondo della borsa dove poi è sempre piuttosto difficile recuperarli. Un divisorio interno permette di trasportare non solo un tablet ma anche un notebook fino alla misura di 13 pollici. Anche la borsa dispone di due tasche elasticizzate laterali per trasportare bottigliette d’acqua piuttosto che ombrelli tascabili come lo zaino e esternamente di una tasca con zip ad accesso immediato, di una seconda tasca attrezzata nuovamente con zip e di una terza tasca attrezzata sempre con zip protetta da un flap che si blocca con bottoni automatici cuciti su due fettucce in modo da poterci passare il dito per chiuderli più facilmente senza dover fare forza su ciò che è contenuto nella borsa. Al suo interno trova facilmente post una reflex anche di tipo professionale con ottica innestata oltre a una o due ottiche di corredo e diversi accessori

La borsa a tracolla piccola Reflextion misura 31 x 11 x 27.5 cm e pesa 0,83 kg.. La filosofia è la stessa della borsa media, il contenitore interno è leggermente più piccolo e non dispone della seconda tasca attrezzata esterna. E’ la borsa ideale per una reflex compatta piuttosto che una mirrorless con ottiche di corredo e diversi accessori. Come lo zaino e la borsa media dispone anche di una maniglia per il trasporto a mano, utilissima quando per diversi motivi si preferisce non portare la borsa a spalla, feature preziosa che manca a moltissimi modelli di borse Messenger di tipo fotografico. Il materiale è un particolare nylon piacevole al tatto e resistente all’acqua, come per la borsa media e lo zaino. Il fondo, esattamente come per lo zaino e la borsa media è protetto da un rivestimento antiscivolo e antiacqua che permette di poter appoggiare per terra o su un prato bagnato senza che per capillarità l’acqua risalga dal fondo della borsa verso la zona dove è custodita la fotocamera. Come nella borsa media, anche questo modello ha una tracolla che può essere regolata in lunghezza su entrambi i lati per un miglior bilanciamento e in modo che il poggiaspalla a corredo che permette di scaricare la borsa su una zona più ampia, oltre ad evitare che la tracolla scivoli grazie al fatto che nella parte inferiore del poggiaspalla è cucito un materiale gommato antiscivolo, e a far sì che il poggiaspalla possa essere sempre posizionato al centro della tracolla, sia che essa sia completamente allungata che completamente accorciata; la tracolla è cucita alla borsa con una leggera angolazione in modo che la borsa rimanga più aderente al corpo sia quando è portata a spalla che a tracolla.


Quale modello scegliere?

Il modello più compatto, la fondina, non si discosta in modo significativo dalle altre fondine disponibili sul catalogo Case Logic.La prima vera scelta potrebbe essere tra lo zaino e la borsa a tracolla, e tra le borse a tracolla tra i modello medio e il modello grande. Anche se questa linea Reflextion di Case Logic mi ha convinto fin dal primo istante, quando le vidi esposte durante il Fowa Photo Tour, come per qualsiasi borsa o zaino fotografico al mondo la scelta non è così immediata: le situazioni non sono tutte uguali, in alcuni casi è preferibile lo zaino, in altri la borsa a tracolla, Una linea di borse fotografiche è come gli optional di un modello di auto: bisognerebbe averli tutti! Lo zaino indubbiamente è quello più agevole da trasportare su lunghi tratti, con il solo svantaggio che per accedere all’attrezzatura è necessario fermarsi e appoggiarlo per terra o su un ripiano. Tra i due modelli di borse indubbiamente la grande è quella più capiente: qui è possibile trasportare perfino un notebook con schermo fino a 13 pollici, ma è altrettanto vero che una volta che è stata completamente riempita, sui lunghi tratti il peso comincia a farsi sentire, sia durante il trasporto a spalla che a tracolla. La borsa media è l’ideale che si vuole avere con sé una mirrorless e un paio di obiettivipiuttosto che un reflex non professionale con un obiettivo innestato e un secondo pronto all’uso, in entrambi i casi oltre a diversi accessori sia personali che fotografici. In ogni caso una fotocamera di dimensioni ragguardevoli come la Pentax 645Z può essere contenuta oltre che nello zaino - tanto nel comparto superiore che inferiore - anche nella borsa grande ma perfino nella borsa piccola. Come ho già detto avere a disposizione due modelli, scegliendo di volta in volta quello più adatto all’attrezzatura da trasportare è la scelta migliore; lo zaino può essere facilmente trasportato insieme alla borsa media o anche a quella grande, mettendo nello zaino la parte dell’attrezzatura meno utilizzata e nella borsa quella di uso più immediato.

 

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